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Sicurezza Alimentare
IGIENE DEI PRODOTTI ALIMENTARI
- H.A.C.C.P.
In materia di TUTELA IGIENICO-SANITARIA
di ALIMENTI & BEVANDE esistono innumerevoli leggi che prescrivono
disposizioni, comportamenti, sanzioni. A questo proposito
possiamo ricordare:
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la tutela igienico-sanitaria
degli alimenti e bevande, dei recipienti e degli oggetti
d'uso domestico, l'analisi delle sostanze deteriorabili,
ecc.; |
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l'impiego
di additivi alimentari, degli amidi modificati, dei
coloranti artificiali, il corretto confezionamento in
atmosfera controllata; |
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l'etichettatura degli alimenti,
indicazioni riguardanti tutta la filiera alimentare;
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le responsabilità
di tutte le aziende alimentari nell'adozione di un Sistema
di controllo degli alimenti; |
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ecc. |
Proprio con riferimento
a quest'ultimo aspetto, vige il D.Lgs. 155/97. Esso
recepisce la direttiva europea 93/43/CEE in materia di igiene
dei prodotti alimentari meglio conosciuta con l'acronimo
H.A.C.C.P. (HAZARD ANALYSIS CRITICAL
CONTROL POINTS - ANALISI DEI PERICOLI E PUNTI
CRITICI DI CONTROLLO). Applicabile adottando un approccio
metodologico assimilabile a quello dei Sistemi di Gestione
della Qualità, da questi si differenzia in quanto si fa
riferimento ad una normativa obbligatoria per legge e non
volontaria.
Il suddetto decreto
dispone, infatti, che dal giugno 1998 le industrie alimentari
vi si adeguino a pena di incorrere in sanzioni amministrative.
Fondamentale, per l'osservanza della legge, è la definizione
di <industria
alimentare >:
Art. 1 lett. b) D.Lgs. 26 maggio 1997 n° 155 = E' INDUSTRIA
ALIMENTARE OGNI SOGGETTO, CON O SENZA FINI DI LUCRO, CHE
ESERCITA UNA O PIU' DELLE SEGUENTI ATTIVITA': PREPARAZIONE,
TRASFORMAZIONE, FABBRICAZIONE, CONFEZIONAMENTO, DEPOSITO,
TRASPORTO, DISTRIBUZIONE MANIPOLAZIONE, VENDITA O FORNITURA,
COMPRESA LA SOMMINISTRAZIONE, DI PRODOTTI ALIMENTARI.
Da questa definizione, si rileva la vastità delle organizzazioni
che, a vario titolo, hanno a che fare con gli alimenti.
Ne sono interessate le aziende di produzione alimentare
(Kraft, Barilla, Parmalat, Plasmon, ecc.), le società di
distribuzione (Euromercato, Sma, Metro, Esselunga, ecc.),
gli alberghi, i bar e i ristoranti, le mense (Aziendali,
Scolastiche e Universitarie, ecc.), gli esercizi di vendita
al dettaglio di prodotti alimentari, gli ospedali, le case
di riposo, le aziende di trasporto e di imballaggio di prodotti
alimentari, ecc. .
Con queste premesse è evidente il peso con cui la norma
può incidere a livello organizzativo dove determinante si
rivela l'attività concertata e sistematica:
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della proprietà
e/o del management dell'organizzazione, per l'adeguamento
a norma di ambienti, struttura ed impianti; |
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del
personale interno,
nell'applicazione delle procedure; |
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del
consulente, per l'istituzione,
l'implementazione e la revisione di un SISTEMA
DI GESTIONE DEGLI ALIMENTI che vada a considerare
tutte le fasi di: |
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definizione
dei prodotti realizzati, la determinazione dei
punti critici, la redazione di idonee procedure; |
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acquisto,
produzione, commercializzazione e vendita; |
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l'igiene
e l'abbigliamento del personale; l'addestramento
e la qualificazione del personale; |
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la manutenzione
di macchine, attrezzature, impianti e fabbricati;
magazzino e deposito; |
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HACCP -
analisi dei rischi, punti critici e definizione
dei controlli; |
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dei laboratori
di analisi chimica, per il relativo controllo degli
alimenti e delle attrezzature di lavoro. |
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